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Determinazione dell’assegno divorzile: la morte del coniuge estingue il giudizio

La morte di uno dei coniugi nel corso del giudizio di quantificazione dell’assegno di divorzio provoca la cessazione della materia del contendere con la conseguente estinzione del giudizio e nessun obbligo in capo agli eredi dell’onerato. Infatti, l’obbligo di contribuire al mantenimento dell’ex coniuge è personalissimo e non trasmissibile, in quanto trattasi di una posizione debitoria inscindibilmente legata ad uno status personale che può essere accertata solo in relazione all’esistenza della persona cui lo status si riferisce.
La questione su cui si è pronuncia Suprema Corte riguarda le sorti del giudizio di separazione o divorzio in caso di dipartita del coniuge durante il loro svolgimento; ebbene, tale problematica è oggetto di un contrasto in giurisprudenza, in cui si confrontano due orientamenti opposti.

Danno morale e danno biologico entrambi risarcibili, non c’è duplicazione!

Accolto il ricorso della vittima di malasanità e del coniuge della stessa: la Corte d’appello ha errato a non liquidare il danno morale, includendolo nel calcolo tabellare del danno biologico.
È quanto stabilito dalla Terza Sezione Civile della Cassazione, nella sentenza n.901/18, pubblicata il 17 gennaio scorso

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