Decreto Ristori: contributi a fondo perduto, cig, blocco dei licenziamenti, cancellazione IMU

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Il Consiglio dei Ministri ha approvato il cd” Decreto Ristori”: chi può chiedere gli aiuti a fondo perduto e a quanto ammontano?

Il Decreto Ristori vale circa 5,4 miliardi e servirà a compensare i provvedimenti decisi dal governo con l’ultimo DPCM per cercare di contenere il nuovo incremento dei contagi da coronavirus.

SCARICA QUI⇒ DECRETO-LEGGE "RISTORI" 28 ottobre 2020, n. 137

 

Decreto Ristori- Contributi a fondo perduto per le imprese colpite dal mini lockdown e altra cassa integrazione per i lavoratori.

La misura più importante - vale da sola 2,4 miliardi - sono i contributi a fondo perduto. Andranno a tutte le aziende che, a causa delle misure restrittive dell’ultimo Dpcm, sono state costrette a chiudere o a ridurre l’orario, ma anche a taxi e noleggi con conducente, indirettamente colpiti.

Si parte dai ristori già erogati con il decreto Rilancio di Maggio, ma questa volta gli importi saranno quasi sempre più alti e andranno anche alle imprese con fatturato superiore a 5 milioni di euro. Sarà l’Agenzia delle entrate a bonificare sull’iban le somme dovute: entro il 15 novembre alle aziende che hanno già avuto in passato il contributo, entro la fine dell’anno alle altre.

  • Riceveranno il 100% di quanto preso col dl Rilancio, cioè lo stesso importo, tassisti e noleggiatori.
  • Il 150%, ovvero una volta e mezzo rispetto all’altra volta, bar, gelaterie, pasticcerie, alberghi e case vacanze.
  • Il 200% (ossia il doppio) di quanto già ricevuto andrà invece a ristoranti, cinema, teatri, palestre, piscine e altri impianti sportivi, sale da gioco, centri benessere e termali.
  • Il 400% (ossia il quadruplo) è infine previsto per discoteche e sale da ballo, per via della chiusura prolungata.

Per tutti gli indennizzi c’è un tetto di 150mila euro senza limiti di fatturato.

Il decreto finanzia con 400 milioni un fondo per l’export e le fiere internazionali, con altri 400 milioni un fondo per gli operatori turistici, con 100 la filiera agricola e con 50 le associazioni sportive dilettantistiche.

 

Decreto Ristori-Lavoro

Vengono introdotte altre sei settimane di cassa integrazione, il principale ammortizzatore sociale utilizzato per continuare a pagare gli stipendi dei lavoratori lasciati a casa o che lavorano a orario ridotto a causa della crisi, con una spesa per lo Stato di 1,6 miliardi di euro. Le sei settimane andranno utilizzate nel periodo che va dalla metà di novembre fino alla fine di gennaio.

È previsto un contributo addizionale a carico del datore di lavoro, parametrato sulla sua perdita di fatturato: arriva a un massimo del 18% dello stipendio che avrebbe preso il lavoratore in cassa per le aziende che non hanno subito un calo del fatturato, e si azzera per quelle che hanno subito un calo pari o superiore al 20%.

Il 31 gennaio scade anche il blocco dei licenziamenti, introdotto all’inizio della crisi. Dal giorno dopo non potrà licenziare solo chi starà effettivamente usando la cassa integrazione, non chi ha ancora ore a disposizione come invece avviene adesso. Nella legge di Bilancio, approvata dieci giorni fa dal Consiglio dei ministri con la formula del «salvo intese» ma non ancora presentata in Parlamento, ci dovrebbero essere altre dodici settimane di cassa integrazione, da utilizzare nel 2021, entro la fine di giugno. Il decreto legge approvato ieri introduce l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali per le aziende che hanno sospeso o ridotto l’attività, fino a un massimo di quattro mesi. E due indennità riservate ad alcuni specifici settori: mille euro per i lavoratori stagionali, degli stabilimenti termali e dello spettacolo. E 800 euro ai lavoratori dello sport, per una spesa totale di 124 milioni di euro.

 

Decreto Ristori- Fisco

Viene cancellata la seconda rata dell’Imu in scadenza il 16 dicembre  per tutte le attività prese in considerazione dall’ultimo Dpcm: bar, ristoranti, palestre e così via. Naturalmente bisogna essere allo stesso tempo gestori dell’attività e proprietari dell’immobile.  Se invece il gestore paga un affitto per il locale, situazione più comune, viene esteso anche a ottobre, novembre e dicembre il meccanismo del credito d’imposta. La misura c’era già ma viene allargata alle imprese con ricavi superiori ai 5 milioni di euro, sempre a patto che abbiano subito una calo del fatturato di almeno il 50%. Si tratta di uno sconto sulle tasse future pari alla somma dei tre affitti. Il credito d’imposta può essere anche girato al proprietario del locale, che a quel punto non chiederà più i tre mesi di canone. Fino alla fine dell’anno vengono sospesi i pignoramenti che riguardano l’abitazione principale del debitore. Slitta dal 2 al 30 novembre il termine per presentare il modello 770 da parte dei sostituti di imposta, come le aziende che certificano le trattenute a carico dei dipendenti.

 

Decreto Ristori- Assistenza

Ci saranno anche «due mensilità» in più per i percettori del Reddito di emergenza (in media 560 euro per circa 300mila famiglie) usando i fondi risparmiati sullo stanziamento iniziale.

Il decreto dispone infine il diritto a ottenere un voucher (non il rimborso) per i biglietti degli spettacoli che non si terranno fino al 31 gennaio. Al provvedimento sono state agganciate anche altre misure, come gli 85 milioni per acquistare computer per gli studenti.

 

Decreto Ristori- Processo amministrativo

Si consente lo svolgimento dei processi amministrativi tramite strumenti processuali che consentano l’esercizio della giurisdizione senza rischi per gli operatori interessati, salvaguardando, al contempo, il contraddittorio e l’effettiva partecipazione delle parti e del difensore. In riferimento alle udienze pubbliche e alle camere di consiglio del Consiglio di Stato, del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana e dei TAR, che si svolgono dal 9 novembre 2020 al 31 gennaio 2021, si estende l’applicazione delle disposizioni dettate dall’art. 4, c. 1, del d.l. n. 28 del 2020, in tema di discussione orale nelle udienze camerali o pubbliche mediante collegamento da remoto, a richiesta di tutte le parti costituite o su disposizione del giudice d’ufficio. In alternativa alla discussione possono essere depositate note di udienza.

 

Decreto Ristori- Giustizia: semplificazione delle attività di deposito di atti, documenti e istanze

Il deposito di memorie, documenti, richieste ed istanze ex art. 415-bis, c. 3, c.p.p. presso gli uffici delle procure della repubblica presso i tribunali avviene tramite deposito dal portale del processo penale telematico. Il deposito degli atti si intende eseguito al momento del rilascio della ricevuta di accettazione da parte dei sistemi ministeriali. Per tutti gli atti, documenti e istanze comunque denominati, diversi da quelli sopra indicati, viene consentito il deposito con valore legale tramite PEC, presso gli indirizzi PEC degli uffici giudiziari destinatari ed indicati in apposito provvedimento, dove si indicheranno anche le specifiche tecniche relative ai formati degli atti e le ulteriori modalità di invio.

 

Decreto Ristori- Udienze

Le udienze dei procedimenti civili e penali alle quali è ammessa la presenza del pubblico si celebrano a porte chiuse (art. 128 c.p.c. e art. 472, c. 3, c.p.p.). La partecipazione a qualsiasi udienza delle persone detenute, internate, in stato di custodia cautelare, fermate o arrestate, anche in assenza del consenso richiesto ai sensi dell’art. 221, c. 9, d.l. n. 34 del 2020, è assicurata, ove possibile, mediante videoconferenze o con collegamenti da remoto individuati e regolati con provvedimento, in tutti i casi in cui la presenza fisica dei soggetti indicati non può essere assicurata senza mettere a rischio le esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia. Le udienze penali che non richiedono la partecipazione di soggetti diversi dal P.M., dalle parti private e dai rispettivi difensori, dagli ausiliari del giudice, da ufficiali o agenti di polizia giudiziaria, da interpreti, consulenti o periti, possono essere tenute mediante collegamenti da remoto. Lo svolgimento dell’udienza avviene con modalità idonee a salvaguardare il contraddittorio e l’effettiva partecipazione delle parti.

Decreto Ristori, i codici Ateco delle attività che hanno diritto agli indennizzi

Decreto Ristori- Quali sono i codici Ateco

A differenza rispetto alla prima edizione del fondo perduto introdotta al decreto Rilancio, in questo caso il ristoro sarà svincolato dalla perdita di fatturato. Ecco i codici Ateco delle attività che hanno diritto agli indennizzi, con accanto l’aumento in percentuale della somma che sarà erogata.

  • 493210 Trasporto con taxi 100%
  • 493220 Trasporto mediante noleggio di autovetture da rimesse con conducente 100%
  • 561011 Ristorazione con somministrazione 200%
  • 561012 Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole 200%
  • 561030 Gelaterie e pasticcerie 150%
  • 561041 Gelaterie e pasticcerie ambulanti 150%
  • 561042 Ristorazione ambulante 200%
  • 562100 Catering per eventi, banqueting 200%
  • 563000 Bar e altri esercizi simili senza cucina 150%
  • 591400 Attività di proiezione cinematografica 200%
  • 823000 Organizzazione di convegni e fiere 200%
  • 900400 Gestione di teatri, sale da concerto e altre strutture artistiche 200%
  • 931110 Gestione di stadi 200%
  • 931120 Gestione di piscine 200%
  • 931130 Gestione di impianti sportivi polivalenti 200%
  • 931190 Gestione di altri impianti sportivi nca 200%
  • 931200 Attività di club sportivi 200%
  • 931300 Gestione di palestre 200%
  • 931910 Enti e organizzazioni sportive, promozione di eventi sportivi 200%
  • 931999 Altre attività sportive nca 200%
  • 932100 Parchi di divertimento e parchi tematici 200%
  • 932910 Discoteche, sale da ballo night-club e simili 400%
  • 932930 Sale giochi e biliardi 200%
  • 932990 Altre attività di intrattenimento e di divertimento nca 200%
  • 960410 Servizi di centri per il benessere fisico (esclusi gli stabilimenti termali) 200%
  • 960420 Stabilimenti termali 200%
  • 960905 Organizzazione di feste e cerimonie 200%
  • 551000 Alberghi 150%
  • 552010 Villaggi turistici 150%
  • 552020 Ostelli della gioventù 150%
  • 552030 Rifugi di montagna 150%
  • 552040 Colonie marine e montane 150%
  • 552051 Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence 150%
  • 552052 Attività di alloggio connesse alle aziende agricole 150%
  • 553000 Aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte 150%
  • 559020 Alloggi per studenti e lavoratori con servizi accessori di tipo alberghiero 150%
  • 493901 Gestioni di funicolari, ski-lift e seggiovie se non facenti parte dei sistemi di transito urbano o sub-urbano 200%
  • 773994 Noleggio di strutture ed attrezzature per manifestazioni e spettacoli: impianti luce ed audio senza operatore, palchi, stand ed addobbi luminosi 200%
  • 799011 Servizi di biglietteria per eventi teatrali, sportivi ed altri eventi ricreativi e d’intrattenimento 200%
  • 799019 Altri servizi di prenotazione e altre attività di assistenza turistica non svolte dalle agenzie di viaggio nca 200%
  • 900101 Attività nel campo della recitazione 200%
  • 900109 Altre rappresentazioni artistiche 200%
  • 900201 Noleggio con operatore di strutture ed attrezzature per manifestazioni e spettacoli 200%
  • 900209 Altre attività di supporto alle rappresentazioni artistiche 200%
  • 920009 Altre attività connesse con le lotterie e le scommesse (comprende le sale bingo) 200%
  • 949920 Attività di organizzazioni che perseguono fini culturali, ricreativi e la coltivazione di hobby 200%
  • 949990 Attività di altre organizzazioni associative nca 200%

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